Se pensiamo alla moda dei selfie la prima cosa che ci viene in mente sono gli smartphone di ultima generazione, le app che ti correggono tutti i difetti del volto e i bellissimi filtri di instagram. E se vi dicessi che il selfie è nato per essere analogico?

Nel lontano 1948 infatti, in un grande magazzino di Boston fu venduta la prima Polaroid della storia, la famosa macchina fotografica istantanea con pellicole auto sviluppanti. L’invenzione di Edwin H. Land, Polaroid Land camera model 95, in pochi anni fece subito scalpore (pensate si stima ne siano state vendute 800.000 Polaroid!) tanto che l’azienda iniziò ben presto a brevettare altri modelli più funzionali. Nel 1963 poi, arriva anche la prima Polaroid a colori ma bisogna aspettare gli anni ’70 per il vero boom delle fotocamere istantanee.

Uno dei primi artisti conosciuto in tutto il mondo per i suoi selfie è l’ecclettico Andy Warhol. La storia d’amore tra l’artista pop e la Polaroid è iniziata, non a caso, in un istante! Nella sua Factory, Warhol si divertiva a fotografare stando a un palmo dal naso, i suoi celebri ospiti: decine di attori, modelle, scrittori, uomini e donne dello spettacolo si prestavano al suo piccolo obiettivo utilizzato per realizzare i disegni preparatori delle sue coloratissime serigrafie pop. Il soggetto che Andy Warhol però, amava fotografare più di ogni altra cosa era se stesso.

A distanza di anni il mito della Polaroid ritorna non solo con Lady Gaga, direttore creativo dell’azienda dal 2010, ma con la rapidissima diffusione di Instagram, l’app gratuita sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger. Instagram infatti, rende omaggio all’inimitabile fotocamera istantanea presentando foto in formato quadrato e dando la possibilità ai suoi utenti di utilizzare numerosi filtri dal sapore vintage.

Così c’è chi ha ben pensato di dare la possibilità agli amanti della Polaroid e ai drogati di smartphone di avere quello che hanno sempre sognato in un unico apparecchio straordinario (o in due)!

Entrambi gli innovativi progetti coinvolgono Kickstarter, la piattaforma di crowfunding per idee altamente creative. La prima startup ‘polaroid addicted’ è la californiana SnapJet nata dall’idea di due ingegneri americani: Ismail e Isaac Degani. SnapJet è una tecnologia open source che consente di scannerizzare le immagini dallo schermo del nostro smartphone per poi rilasciarle immediatamente con una stampa ad alta risoluzione. Le pellicole utilizzabili per la realizzazione di simpatiche foto quadrate sono la Polaroid 300 (ovviamente!) e la Fuji Instax Instant Film. I primi esemplari di questa straordinaria tecnologia sono già stati venduti in due varianti: una vintage da 99$ e una moderna da 175$. I due fratelli Degani non si sono lasciati scappare nemmeno la ‘cover mania’ del momento, tanto che stanno pensando già alla realizzazione di una cover che ha lo stesso utilizzo.

Il Team creativo di Prynt però li ha battuti sul tempo progettando la prima cover per smartphone capace di restituire istantaneamente un’immagine. Attualmente il progetto è solo un prototipo un po’ limitato: è adattabile a smartphone 4 pollicini e può stampare al massimo 30 immagine al termine delle quali l’apparecchio va ricaricato.

La gara è ancora aperta. Se a vincere sarà SnapJet o Prynt a noi poco importa, vogliamo solo i nostri Selfie analogici!

Sara Lopez
Lunatica, meteoropatica e testarda come un diamante (brilla infatti di luce propria!) ha sviluppato una particolare (in)sensibilità verso tutto ciò che la circonda. Divisa alla nascita da una “gemella cattiva”, per compensare questa mancanza necessita di continui rifornimenti di cioccolato, suo elisir di lunga vita. Amante della vita e delle continue sorprese che essa riserva, crede che viaggiare sia un modo incredibile per vivere un sogno ad occhi aperti!