Ecco perché l’uomo che vale 25,3 miliardi di dollari, si presenta in pubblico indossando sempre la stessa t-shirt.

Nel corso di una pubblica Q & A presso la sede di Facebook, il giovane imprenditore ha finalmente risposto al quesito. Non gioiranno le fashion victim. Sorprendentemente la scelta nulla ha a che vedere con lo stile, con trovate pubblicitarie, o mera scaramanzia, ma solo con una serie di vantaggi psicologici derivanti dalla scelta del medesimo capo ogni giorno.

Secondo quanto sostenuto da Zuckerberg, e a quanto pare da studi psicologici, il continuo dover scegliere “cosa mangiare”o“cosa indossare” è un inutile dispendio di energie, che troverebbero miglior impiego se utilizzate per il miglioramento della società. Energie, che Mark preferisce riversare sulle scelte da prendere all’interno della propria azienda multimilionaria.

Ascoltandolo non si può che pensare che sia effettivamente un miglior utilizzo delle nostre energie. Si pensi alla quantità di tempo che ognuno di noi trascorre davanti ad un armadio aperto per scegliere modello, colore e stile del capo da indossare.. Solo per poi ritrovarsi seduti davanti al pc, a ponderare strategicamente i “mi piace” da cliccare su Fb.

Magari si potrebbe adottare il metodo Zuckerberg (Per chi volesse risparmiare ulteriori energie e emulare direttamente il suo stile, la tshirt in questione è un modello base grigio) prendere una delle tante magliette uguali per colore e modello, entrare su fb solo per mettere mi piace alla pagina “Coolture Hunter”  per averci illuminato su un uso alternativo del nostro tempo e poi aprire la porta e uscire..

Potremmo scoprire anche noi che provare a cambiare il mondo, è meglio che cambiar vestito…
E allora, non importa cosa indosserai, ma se scopri che funziona, allora continua.. A noi, questa filosofia, PIACE!

Alessia Fiorentino
Bibliofila, cinefila, curiosa e sognatrice. Non ama progettare il domani ne tantomeno il futuro più lontano. "Mi contraddico?! Certo che mi contraddico! Sono vasto.. Contengo moltitudini!" lo scriveva Walt Whitman e lo penso anche io!