Amanti delle tradizioni legate al capodanno, ecco a voi l’elenco dei più bizzarri, simpatici, e antichi modi di tutto il mondo per dire addio all’anno vecchio e salutare l’anno nuovo!

Il nostro viaggio alla ricerca delle tradizioni da ultimo dell’anno, parte dalla RUSSIA  che ci dà la prima lezione: Chi l’ha detto che il capodanno non possa essere festeggiato 2 volte?! Per  i russi, infatti, il capodanno cade (secondo il calendario Gregoriano) il 31 dicembre e (secondo il calendario Giuliano) il 13 gennaio (il cosiddetto “capodanno vecchio”). In entrambe le date, l’usanza non cambia: Al dodicesimo rintocco della mezzanotte, bisogna aprire la porta di casa, per dar modo al nuovo anno di entrare!

Se la Russia festeggia questa notte per ben 2 volte, i GIAPPONESI la festeggiano per 3 giorni consecutivi (dal 31 dicembre al 3 gennaio). Per prepararsi ai festeggiamenti si dedicano alle pulizie di casa, segue poi il ringraziamento agli spiriti che proteggono il raccolto e si accolgono gli spiriti degli antenati. Importanti per la tradizione, sono le decorazioni, da appendere all’ingresso della propria dimora, fatte con rami di pino e  bambù (kadomatsu) o con i fili di paglia intrecciati (shime-kazari). Le pietanze tradizionali variano da regione a regione ma ognuna di esse viene associata ad un auspicio di felicità, prosperità e salute. È inoltre tra le usanze più antiche recarsi ai santuari e ai templi all’alba del nuovo anno per pregare e esprimere i buoni propositi. La campana del tempio Buddista annuncia il nuovo anno con 108 rintocchi, come 108 sono i peccati propri dell’uomo. Infine, ormai con un connotato completamente diverso (dei soldini nelle buste per i bambini) c’era l’usanza di scambiarsi dei sacchettini che racchiudevano una nuova anima, dono delle divinità, con la quale bisognava trovare la forza per affrontare il nuovo anno.

A non tutti potrebbe piacere l’usanza che in BELGIO prevede di rimpinzarsi, di una zuppa di cipolle gratinata, all’alba del nuovo anno; più che per propiziare la fortuna viene fatto per purificare lo stomaco alla fine del gran cenone. Di buon auspicio è invece l’usanza nella provincia di LIEGI di porre sotto al piatto una monetina, o una foglia di cavolo!

La prossima usanza da poter integrare alle nostre, arriva dalla GERMANIA, dove il capodanno è come un secondo carnevale. Si usa, difatti, trascorrere l’ultima sera dell’anno mascherati  e si brinda con la bevanda della “fraternità”, il Feuerzangenbowle, a base di rum, cannella, bucce d’arancia, chiodi di garofano e vino rosso, accompagnato da  noci, uvetta e nocciole. Più antica invece è la “Das Bleigießen”, ovvero “colata di piombo”, la quale consiste nel versare nell’acqua fredda del piombo, che prendendo forma dà modo di prevedere il futuro (è un buon segno quando il piombo prende la forma di una palla!).

Improponibile, per i freddolosi e gli amanti dei fuochi scoppiettanti nel camino, è il rito CANADESE, del “Polar Bear Swim”, una “folle tradizione” che prevede un bagno nelle gelide acque invernali.

Da buongustai invece apprezzerete la tradizione CINESE di preparare ravioli a forma di piccoli lingotti (regioni del Nord) come augurio di ricchezza o il dolce di farina di riso con svariate salse (regioni del Sud) per “un futuro più dolce”.

Semplice da riproporre è la tradizione DANESE;  basterà salire su una sedia e allo scoccare della mezzanotte saltare giù, come a volersi lanciare nel nuovo anno.

A differenza di molti paesi, in GRECIA, il giorno di capodanno non si festeggia San Silvestro, bensì, San Basilio (portatore di doni ai bambini), e in suo onore viene servita in tavola la “vassilopitta”, un panetto dolce che racchiude una monetina; in seguito al solenne taglio della torta, il trovatore della monetina potrà aspettarsi un anno ricco di fortuna. Un rito meno simpatico per chi poi dovrà pulire casa, è invece quello del lancio del melograno; è usanza infatti che ogni invitato al cenone, una volta passata la soglia, rompa un melograno gettandolo in terra. A seconda dei chicchi che cadranno, si calcolerà la fortuna dei padroni di casa.

Simili a noi Italiani sono gli SPAGNOLI. L’usanza tipica è legata all’uva, i cui 12 chicchi “fortunati” (in segno di abbondanza e prosperità) saranno mangiati uno ad ogni rintocco dell’orologio della Puerta del Sol a Madrid (rito che può essere seguito su tutte le reti spagnole). Inoltre anche gli Ispanici credono porti fortuna indossare il rosso! Al momento del brindisi viene posato un anello all’interno del bicchiere, che viene a sua volta fatto tintinnare per 3 volte, pronunciando poi le parole “Arriba, abajo, al centro y pa’ dentro”, e mandando giù lo spumante in un sol sorso.

Famoso ormai in tutto il mondo è il Christmas Pudding del REGNO UNITO, un dolce al cucchiaio, molto elaborato, e arricchito con monete d’argento. Da non dimenticare il grandioso STREET PARTY, che si tiene a GLASGOW in Burchanan street. Ma quella di fine d’anno, per gli inglesi è soprattutto la notte dei giochi. Dalla pesca (con le mani!) di frutta secca da un liquore infiammato, al salto nel cerchio di 13 candele rosse disposte sul pavimento (lo scopo è di non far spegnere nemmeno una candela!), per finire con uno dei più classici giochi: il morso alla mela appesa ad un filo; con un’unica variante: all’interno c’è una candela, per vincere non si deve spegnere!

Le più svariate tradizioni le troviamo terminando il nostro giro in SUD AMERICA, dove più o meno comune a tutti i paesi c’è l’usanza di vestirsi di giallo, colore che richiama la luce del sole e dell’oro e i capofamiglia gettano del vino dietro le spalle per allontanare le sventure dalla propria casa. In MESSICO per l’intera durata del giorno si gettano tra le fiamme del fuoco, pastelli, mestoli in legno e pietre ; alcuni indossano una moneta regalata al chiar di luna come auspicio di ricchezza, ed altri ancora varcano l’uscio di casa con in mano le valigie, con la speranza di poter viaggiare per tutto il nuovo anno. In BRASILE gli abiti non sono gialli, ma bianchi (RIO DE JANEIRO e SAN PAOLO) come simbolo di pace, e invece di usanze legate al fuoco, ne troviamo una legata all’acqua. Per ringraziare  la divinità protettrice del mare e dei bimbi, e attirare a se la buona sorte, si usa gettarsi in mare e saltare le prime 7 onde del nuovo anno e offrire alle onde fiori e bevande poste su piccole zattere adornate di candele. In ARGENTINA (dove ricordiamo, il capodanno cade in piena estate), il rito prevede di ridurre la carta in brandelli e di gettarli poi dalla finestra in modo da liberarsi del “vecchio” ed essere pronti ad accogliere ogni novità.

Insomma se credevate che il lancio dei mobili vecchi dalle finestre, le lenticchie e il cotechino per buon auspicio, i brindisi e il primo bacio dell’anno, rendessero stravagante il nostro saluto ITALIANO all’anno nuovo, dovrete ricredervi. Non siamo di certo tra i popoli più “pazzerelli ” nelle nostre tradizioni. Ricordatevi  che si può sempre inventarne di nuove (magari potreste suggerirne qualcuna nei commenti). Sta a noi, cari lettori, decidere se accrescere o meno i nostri piccoli riti “portafortuna” per accogliere con un grande BOTTO di allegria, originalità e fantasia l’anno che verrà…

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Alessia Fiorentino
Bibliofila, cinefila, curiosa e sognatrice. Non ama progettare il domani ne tantomeno il futuro più lontano. "Mi contraddico?! Certo che mi contraddico! Sono vasto.. Contengo moltitudini!" lo scriveva Walt Whitman e lo penso anche io!