Vi sarà capitato di sentirvi particolarmente sexy un giorno e di camminare per strada accompagnandovi nella vostra testa con il famosissimo tema musicale dei Groove Armada, sigla dell’ancor più noto telefilm “Sex and The City”.  Be’, se non è così, spero vi capiti almeno una volta.

La serie televisiva statunitense del 1998, ideata da Darren Star e basata sul romanzo omonimo di Candace Bushnell, ha riscosso negli anni un grande successo e una vasta eco internazionale, al punto che  la “vita da single sessualmente attive” di Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha è stata candidata ad oltre cinquanta Emmy Award, vincendone sette, e a ventiquattro Golden Globe, vincendone otto.

Dieci anni dopo l’uscita della prima puntata della serie, il 30 maggio 2008, le quattro amiche approdano sul grande schermo, portando con sé buona parte del cast, intrighi sentimentali, notti di passione, aperitivi cool, passeggiate in abiti griffati. La quinta protagonista è sicuramente ancora  New York:  la Fifth Avenue, Central Park, Times Square, il ponte di Brooklin, fanno da palcoscenico a questo grande spettacolo di moda, donne in carriera, rapporti improponibili, ma soprattutto uno spettacolo d’amicizia e d’amore, ancore di salvezza tra le mille (dis)avventure delle “ragazze”.

Dunque, visto che New York è grande, proviamo a rincorrere qualche taxi giallo con Carrie e a farci accompagnare in giro per la grande mela, alla ricerca di quei luoghi che ormai ci sembra di conoscere come se li frequentassimo ogni giorno.

Gli appartamenti

Nel film, Carrie e Big, che sembrano aver trovato il grande “L” della loro vita, sono pronti ad abbandonare i rispettivi appartamenti per andare nella casa perfetta a 1010 Fifth Avenue, proprio di fronte al Metropolitan Museum of Art. L’ingresso a baldacchino è in realtà dietro l’angolo, sulla East 82nd Street e l’interno è stato girato in una casa completamente diversa.

Un bel salto di qualità per Carrie, che abbandona il ‘East 73rd Street’, indirizzo fittizio sito in 66 Perry Street a West 4th Street, nel Greenwich Village, ma anche per il miliardario Big, che lascia il suo appartamento nel la ‘Upper East Side’, che è in realtà la Penthouse Piano Suite del lussuoso Hotel Giraffe, 365 Park Avenue South, nel quartiere di Gramercy Park. Frattanto, sulla West Coast, Samantha scopre la monogamia convivendo con Smith in una splendida casa su tre livelli con ampi balconi di vetro, al 24826 Malibu Road, con lussuosa discesa privata sulla spiaggia a est di Malibu, verso Malibu Bluffs Park, dove Sam Jones può abbandonarsi a sogni scabrosi sul suo splendido vicino di casa, Dante, dal quale decide (stranamente) di tenersi alla larga.

La principessa Charlotte, che invece la vita coniugale l’ha sempre desiderata, regna a  Park Avenue, precisamente al  930 di Park Avenue (a East 81st Street), nell’Upper East Side. Da questo indirizzo partono tutti gli invitati all’atteso matrimonio tra Carrie e Big, mentre tutti gli interni della casa sono stati ricostruiti nei New York City Silvercup Studios.

L’intraprendente avvocato Miranda scopre le gioie della vita familiare molto lontano dalla caotica Manhattan, trasferendosi a Brooklyn col marito Steve, il figlio Brady e la tuttofare Magda; tradita da Steve, Miranda lascia anche Brooklyn e dopo svariate ricerche in tutta Chinatown, va stabilirsi nel Lower East Side, al 148 Henry Street a Rutgers Street.

I bar e i  ristoranti

Il ristorante dove Charlotte annuncia il fidanzamento di Carrie è il The Modern, al 9 West 53rd Street, tra la Quinta e la Sesta Strada.
Nel frattempo, gli sforzi per sanare il loro rapporto, vedono Miranda e Steve cenare fuori nel piccolo ristorante italiano, che è in realtà il Good World Bar and Grill, a 3 Orchard Street a Chinatown, un bar a tema svedese ospitato in un vecchio negozio di barbiere, ormai chiuso.

Il ristorante scelto per la cena di prova delle nozze è il Buddakan, 75 9th Avenue a Chelsea, con i suoi esterni in ardesia grigia, come grigie iniziano ad addensarsi le nuvole sul matrimonio tra Carrie e Big, viste le osservazioni acide che Miranda fa a Big in merito alla loro scelta, e anche sul rapporto tra lei e Steve, che qui arriva a perorare la sua causa per farsi perdonare.
La Chinoiserie Room, dove è allestito il banchetto, è effettivamente come appare sullo schermo: a dir poco spettacolare, alta due piani e con posti a sedere fino a  36 commensali.

Ad accorrere in aiuto di una Carrie delusa e sconfitta per l’abbandono di Big sull’altare è “santa” Louise, da St Louis, incontrata per la prima volta da Starbucks, 13 Astor Place, con la quale nascerà un’amicizia speciale, volta a sanare due cuori infranti.

Carrie e Louise bevono sulle loro delusioni al Bemelman’s Bar del Carlyle Hotel, 35 East 76th Street. Gli stravaganti murales art deco all’interno del bar sono l’opera di Ludwig Bemelmans, autore del popolare libro per bambini “Madeline”. Pare che per la bella Louise, alias Jennifer Hudson, sia tempo di riconciliazioni, al punto da presentare il suo ragazzo a Carrie nel ristorante italiano La Focaccia, al 51 di Bank Street, nel Greenwich Village.

Per Carrie e Miranda, invece, è tempo di passare per una coppia gay, pur di festeggiare il San Valentino e non restare sole; ancora in funzione dagli anni Settanta, il ristorante addobbato con festoni e palloncini, in cui Miranda finalmente confessa il suo colpevole segreto, è Raoul, 180 Prince Street, tra Sullivan e Thompson Street a SoHo.

Miranda valuta i pro ei contro di una riconciliazione con Steve al 202 di Nicole Farhi. Chiuso dal 2011, Si trattava di una filiale del London 202 a Notting Hill (al 202 di Westbourne Grove) e si trovava al 75 9th Avenue, tra la Quindicesima e la Sedicesima Strada.

Una Charlotte in avanzato stato di gravidanza si imbatte in Big presso Lumi, 963 Lexington Avenue,  e qui  finalmente può usare il suo discorso studiato meticolosamente: “Io maledico il giorno in cui sei nato!”.  Finalmente convolati a nozze, Big sorprende Carrie con la visita inaspettata delle sue amiche, con mariti e figli al seguito, e Carrie decide di sorprendere Big con un pranzo senza fronzoli nel Junior’s Restaurant, 386 Flatbush Avenue Ext, a Brooklin.

A concludere questo film così dinamico e ricco di luoghi più o meno famosi,  c’è il cinquantesimo compleanno della neo-single Samantha da festeggiare. Il locale in cui le ragazze entrano è in realtà  Vitra, un negozio di mobili al 29 9th Avenue, nel Meat Packing District. Anche l’interno non è un trendy wine bar come vogliono farci credere: è stato creato all’interno del negozio  Diane Von Furstenberg, 440 West 14th Street.

Gli esterni

Samantha capisce quanto le manchi New York quando viene assalita da una serie di attiviste, che imbrattano la sua pelliccia bianca con della vernice rossa, fuori al tendone della ‘Mercedes Benz Fashion Week’ , eretto per la sfilata di Vivienne Westwood in Bryant Park, tra la 40a e la 42esima Strada, dietro la New York Public Library. Bryant Park è anche il luogo dove si trova la giostra intravista durante i titoli di testa.

L’elegante padiglione in ferro a Central Park, dove Carrie e Miranda fanno pace, è conosciuto come Ladies Pavilion. Fu costruito nel 1871 come riparo per la fermata del tram di una volta tra la 8th Avenue e la 59th Street. Lo troverete sulla penisola nota come Hernshead, sulla riva nord-ovest di Central Park Lake, vicino alla West 75th Street.
Miranda, ovviamente, finisce per seguire il suo cuore e si incontra con Steve sul celeberrimo ponte di Brooklyn, costruito tra il 1869 and 1883.

Charlotte, inizialmente preoccupata per l’inattesa gravidanza, recupera la sua passione per la corsa sul percorso vicino al Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir: la vediamo correre nel sempre affascinante Central Park accompagnata dal suo Cavalier King Charles Spaniel, Elizabeth Taylor, e da due Jack Russel Terrier.

 Altri luoghi

Le ragazze si incontrano per una vendita all’asta di gioielli da Christie’s Auction House, 20 Rockefeller Plaza a West 49th Street, tra la Quinta e la Sesta e Samantha viene superata (da Smith al telefono) per il diamante a forma di fiore.

Carrie la informa poi del suo matrimonio per telefono, da Diane Von Furstenberg, 440 West 14th Street a Washington Street, proprio lo stesso che alla fine del film viene trasformato in un locale notturno.

L’editore di Carrie, Enid, le propone un servizio fotografico in vista delle nozze nel suo ufficio nella Condé-Nast Building, 4 Times Square a Broadway, che ha avuto luogo, in realtà, nella sede di Teen Vogue.

Carrie realizza la sede del matrimonio perfetto, per una scrittrice come lei, sarebbe la biblioteca locale, e come darle torto se si tratta della magnifica New York Public Library, tra la Fifth Avenue e la 42nd Street.

Il resort di lusso “messicano”, dove Carrie avrebbe dovuto trascorrere la luna di miele, si trova a pochi chilometri da casa di Samantha: si tratta di Villa Lizton, 4440 Encinal Canyon Road, una casa privata in stile mediterraneo su quattro ettari di terreno sopra La Piedra State Beach, appena a ovest di Malibu.

E ‘tempo per Carrie di apportare modifiche:i suoi capelli diventano castani nel Riccardo Maggiore Salon, al terzo piano del 136 East 57th Street, a Lexington Avenue,e cambia anche la sua scrivania, acquistata con Charlotte da Luce Plan, un negozio di illuminazione a 49 Greene Street, appena a sud di Broome Street a Soho.

Big porta Charlotte al Lenox Hill Hospital, 100 East 77th Street, sul lato orientale, dove dà alla luce la figlia Rose, forse questo avviene anche perché è lì che, nel 2002, è nato il figlio di Sarah Jessica Parker, James Wilkie Broderick.

E quanto finalmente la nostra protagonista decide di perdonare e sposare il suo Mr Big, lo fa in maniera riservata, con una cerimonia al Kings County Supreme Court, 360 Adams Street and Johnson’s Street, a Brooklyn.

Come i fan sapranno, non si tratta di un “vissero per sempre felici e contenti”.  Il film ha avuto un sequel, “Sex and The City 2”, che ha riscosso incassi inferiori, offrendo pur sempre un buon modo per trascorrere due ore in leggerezza, alla scoperta di altri luoghi molto affascinanti. Presto li scopriremo insieme!

Marina Block
Amante dei gatti, zen e folle; un haiku nato a Napoli, sempre in compagnia di un buon libro e di un pacchetto di caramelle gommose. Senza prendersi troppo sul serio, procede a piccoli passi verso il futuro, preservando l’unico grande valore in cui crede: la libertà. Affetta dal male incurabile del sognare, sa che se dovesse fallire come architetto, non si perderà d’animo: alle persone, invece che luoghi sicuri, regalerà storie fantastiche in cui rifugiarsi.